martedì 16 novembre 2010

Anche l'atmosfera conta

Il ristorante Q.B. si trova sulla strada panoramica che porta a Salò ed è gestito dallo chef Alberto Bertani e dalla sua compagna Irene che curano con passione ogni dettaglio sia in cucina che in sala.
All’interno, l’accuratezza nella scelta degli arredi, le luci calde e non invadenti e la bella musica di sottofondo, rendono l’ambiente accogliente ed intimo.
La mise en place, sobria e raffinata è ravvivata da bei bicchieri in vetro colorato.
Ci viene portato un sacchetto di tela contenente dei caldi e fragranti panini di diverse fogge. Ordiniamo dell’acqua e una bottiglia di Vernaccia Valle del Tirso “Orriu” di Contini: profumatissimo, dal gusto fresco e pulito.
Il benvenuto della casa è un crostino caldo con pomodorini e robiola: stuzzicante e leggero.
Per iniziare scegliamo un antipasto misto composto da gamberi crudi, morbidissimi, presentati con della mela tagliata à la julienne  che crea un perfetto contrasto di sapori e consistenze; carpaccio di pesce spada al naturale e affumicato, accompagnato da spicchi d' arancia che donano equilibrio al gusto deciso dell’affumicatura ed esaltano la freschezza del pesce; infine la tartara di tonno, squisita e condita sapientemente senza coprire la naturale bontà della materia prima.

Di secondo scelgo il tonno scottato in crosta di sesamo: tenero e gustoso, viene servito su un letto di crema di patate e finocchi tagliati a lamelle sottili, il sesamo conferisce al tonno una nota croccante ed un piacevole retrogusto di tostatura.

Mio marito ordina l’ombrina farcita ai funghi porcini: la cottura è perfetta, il pesce è squisito, morbido e per niente asciutto e l’abbinamento con i funghi è davvero azzeccato.


Non ordiniamo il dolce ma ci vengono gentilmente offerti dei deliziosi biscottini che si sciolgono letteralmente in bocca. Un’ottima grappa conclude degnamente la cena.


Prezzo: 89 euro in due
Rapporto Qualità/Prezzo: Più che buono
Voto:
Note e considerazioni personali: In questo locale tutto denota la cura e l’attenzione verso il cliente: ci si sente viziati e coccolati e non ci si alzerebbe più da tavola.

domenica 14 novembre 2010

Romantica Portovenere

Come ultima tappa ci aspetta Portovenere. Ad accompagnarci, finalmente, uno spiraglio di sole e subito il paesaggio si modifica completamente.
Cerchiamo un ristorante che ci era stato segnalato ma purtroppo è chiuso per ferie, così, addentrandoci nella via interna, decidiamo di fermarci in un minuscolo bar che propone anche piatti della cucina locale, il Bacicio.
L’inizio non è entusiasmante poiché veniamo fatti accomodare ad un tavolino piccolissimo e molto scomodo, nonostante il resto del locale sia vuoto.
Ordiniamo da bere: mezzo litro di vino della casa e una bottiglia d’acqua e ci viene portato un cestino contenente fette calde di focaccia.
Come antipasto ci lasciamo tentare dalla degustazione di alici: un trittico composto da alici cucinate in modi diversi, con cipolle e olive, con pomodoro e capperi e con olio, limone ed origano. Sono squisite e l’umore si risolleva velocemente.
Per secondo io scelgo i muscoli ripieni: buoni anche se il pane e il formaggio erano preponderanti nel ripieno.
Mio marito ordina la frittura di alici che è a dir poco eccezionale: abbondante, croccante e non unta, un vero piacere per il palato!
Soddisfatti e più che sazi, usciamo nel pomeriggio mite e soleggiato per una passeggiata in questo splendido paese.

Prezzo: 40 euro in due
Rapporto Qualità/Prezzo: Ottimo
Voto:
Note e considerazioni personali: Questo locale si apprezza se si riesce ad andare oltre la prima impressione. La riservatezza della gente del posto può a prima vista, essere scambiata per scortesia, in realtà bastano poche parole e un sorriso per scoprire la gentilezza e la disponibilità liguri.

giovedì 11 novembre 2010

Per le vie di Monterosso

Piove ancora e le strade sono in condizioni pessime, per questo motivo decidiamo di non allontanarci troppo dall’albergo e di cenare a Monterosso, precisamente al Ristorante Via Venti.
Il locale è molto piccolo ma gli spazi sono stati sfruttati ottimamente. L’arredamento è sobrio e curato e anche la tavola è apparecchiata con gusto.
Da bere ordiniamo un Cinque Terre della cantina Sassarini: fresco e sapido, di buona struttura.
Entrambi scegliamo l’antipasto misto di mare; ci viene portato un piatto con diversi assaggi: gamberetti con cannellini, un calamaro con pomodori e olive, un muscolo ripieno, insalata di mare e uno scampo con pomodoro e aromi. Al centro troviamo una coppetta con cozze e vongole. Tutto buono ed equilibrato nei sapori, tranne le cozze e le vongole che sono fredde e poco sapide.
Come secondo mi lascio tentare dalle alici scottate con pomodorini e olive: ottime, freschissime e con un gusto deciso.
Mio marito ordina un fritto misto di calamari, alici e scampi. La frittura è stata eseguita con metà olio di semi e metà olio d’oliva: il colore è intenso e il sapore corposo ma non eccessivamente unto.
Prezzo: 85 euro in due, gentilmente scontato a 75.
Rapporto Qualità/Prezzo: Buono
Voto:
Note e considerazioni personali: questo è un ristorante a conduzione familiare con una cucina semplice ma gustosa. Gli ingredienti principali delle ricette sono: olio, vino e pomodoro, nel pieno rispetto del sapore del pesce.

domenica 7 novembre 2010

Manarola: il borgo dei sogni

Secondo giorno di pioggia, decidiamo di recarci in un ristorante che ci è stato caldamente consigliato da amici: “Da Billy” a Manarola.
Manarola è uno splendido paesino di vicoli e pertugi, un complicato labirinto che  sorprende i visitatori con improvvisi scorci di mare da mozzare il fiato.
Il ristorante si trova in una di queste minuscole viuzze e vi si accede  tramite una ripida scalinata.
L'interno è davvero piccolo, nemmeno una decina di tavoli, ma l’atmosfera è quella di casa con il titolare che, dopo un’iniziale formalità, si lascia andare e racconta dei suoi trascorsi di pescatore.
Da bere ordiniamo un Cinque Terre D.O.C. della Cantina Terre di Levante: aspro e profumato come questi meravigliosi paesaggi.
Optiamo entrambi per l’antipasto misto di mare e poco dopo arrivano in successione circa quindici assaggi: dal tonno scottato con pomodorini secchi all’insalata di polpo, dai moscardini in umido alla panizza (piccoli quadratini fritti di polenta di ceci) ai gamberi in crema di zucca, le immancabili alici marinate e sottosale, il baccalà con i fagioli, il salmone con l’aceto balsamico, le lumachine di mare, le crepes ripiene di delicatissimo pesce, il tonno sott’olio con cipolle rosse. Una girandola di sapori nuovi e conosciuti con punte di vera estasi culinaria.
Come secondo ordino il tonno alla griglia che mi era stato raccomandato dal titolare e subito capisco il motivo: è freschissimo, sodo e cotto alla perfezione. E’ talmente buono che basta solo un filo d’olio per renderlo indimenticabile.
Mio marito sceglie i muscoli ripieni: eccezionali, il ripieno sa di pesce e non solo di pane e formaggio, una vera prelibatezza.
Non ordiniamo il dolce ma il proprietario, gentilmente, ci offre dell’ottimo liquore di mirto fatto in casa.
Tra un bicchiere e l’altro, seduti al tavolino di fronte al mare in burrasca, assaporiamo questo momento di felicità assoluta.

Prezzo: 79 euro
Rapporto Qualità/Prezzo: più che buono
Voto:
Note e considerazioni: In alta stagione vi consiglio di prenotare in anticipo, sia per le dimensioni davvero esigue del locale, sia per la possibilità di godere di uno dei due tavoli vista mare.

venerdì 5 novembre 2010

Cinque Terre: uno scorcio di Paradiso

Quale migliore meta, per un weekend romantico e rilassante, delle Cinque Terre? Peccato che il tempo non sia stato clemente e che il nostro itinerario culturale si sia trasformato in un’esperienza da “ai confini della realtà” in mezzo a strade allagate e vento da tempesta.  Perciò, accantonata definitivamente l’idea di passeggiate solitarie alla scoperta di romantici paesaggi, ci siamo dedicati alla nostra attività preferita: il mangiar bene.
Il criterio che abbiamo seguito nella scelta dei ristoranti è stato quello di evitare il più possibile i posti turistici per scoprire il piacere della vera cucina ligure.
Il primo ristorante che abbiamo sperimentato è la Trattoria Cavour in centro a Levanto. Il locale è molto semplice negli arredi e nella mise en place ed è frequentato principalmente da gente del posto. Ordiniamo subito mezzo litro di vino bianco della casa e una bottiglia d’acqua.
Entrambi optiamo per l’antipasto misto di pesce; ci vengono portati diversi assaggi caldi e freddi: pesce spada e tonno affumicati, gamberetti con fagioli cannellini, muscoli ripieni,  insalata di mare, alici marinate e sotto sale, tutto di buona qualità.
Come secondo io ordino una zuppa di muscoli: le cozze e le vongole sono saporite e il sugo è gustoso e piccante al punto giusto. Mio marito sceglie la frittura di alici: deliziosa, croccante e leggera senza traccia di unto.
Concludiamo con un caffè e, visto che è Halloween, ci vengono offerte delle caramelle.

Prezzo: 65,50 in due
Rapporto Qualità/Prezzo: buono
Voto:
Note e considerazioni: di questo locale voglio segnalare due cose. La prima positiva è la gentilezza e la competenza della cameriera che ci ha serviti e ha risposto a tutte le nostre domande sulle tecniche di trattamento delle alici crude (l’Anisakis purtroppo è più diffuso di quanto si pensi), la seconda negativa: dopo aver chiesto di pagare con il bancomat ci siamo ritrovati in conto anche l’euro dell’operazione bancaria, ovvero 66 euro e 50. Direi che si poteva evitare.


martedì 26 ottobre 2010

Una cena da gourmet

Cena aziendale: quale miglior occasione per godersi una serata in un ristorante superlativo? Per questo motivo la scelta è caduta sul “Miramonti l’Altro” di Concesio dove il talento dello chef  Philippe Leveillè non tradisce le aspettative.
Dall’esterno il ristorante ha l’aspetto di una villetta privata, con giardino e portichetto, infatti non è facilissimo da identificare.
L’interno è molto sobrio ed elegante con tavoli rotondi ben distanziati e grandi vetrate che si affacciano sul giardino.

Ci accomodiamo ad un tavolo collocato in un grazioso bow-window, la mise en place è ineccepibile: le stoviglie sono di grande pregio e la cura per il dettaglio traspare da ogni particolare.
Insieme al menù ci vengono portati subito tre cestini colmi di pane di diversi tipi, caldo e fragrante.
Scegliamo tutti alla carta, sebbene i vari percorsi di degustazione siano assolutamente invitanti.

 Come entrée  di benvenuto ci viene offerto un bicchiere di Franciacorta e una zuppetta di calamaro al vino bianco e cipollotti, molto intrigante.
Come primo vino, scegliamo un Comarì del Salem di Uberti, che ogni volta conferma la sua meritatissima fama.

Arrivano gli antipasti! Per me tartare di scampi con croccante di parmigiano e acqua di pomodoro: la materia prima è eccellente ed il croccante crea un contrasto interessante sia come sapore che come consistenza, infine l’acqua di pomodoro, davvero deliziosa, esalta in modo superbo il tutto. 

Ottimo anche il tortino di capesante, patate ratte e tartufo nero alle spezie dolci: i molluschi sono della giusta consistenza e il tartufo e le spezie conferiscono al piatto la giusta grinta.
Due dei miei commensali scelgono la crema e confit di anatra all’aceto di mele verdi con caramella e cioccolatino di fegato grasso d’anatra: piatto che parte un po’ in sordina ma che, con il cioccolatino e la caramella, regala un’emozione finale da “standing ovation”.

Per non farmi mancare niente (dopotutto non capita tutti i giorni di cenare in ristoranti di tale risma), ordino anche il primo: zuppetta di pesci con fave e piselli al latte di mandorle e zafferano, bocconcini di morbidissimi crostacei, molluschi e pesce adagiati in una favolosa crema con un leggero retrogusto dolce, perfettamente equilibrato in sapidità.

 Per chi non ha ordinato il primo piatto arriva un cortese assaggio composto da una gustosa minipizzetta e un cucchiaio di sorbetto al basilico, fresco e molto gradevole.
Cambiamo vino e il tiro si alza di parecchio con lo Chardonnay Langhe Gaja e Rey di Gaja: un vino davvero eccezionale di grande struttura e complessità, corposo e maturo, con il giusto contrasto di acidità e una nota finale di miele ed agrumi elegante e persistente.


Nel frattempo arrivano i secondi, per me, cubo di tonno al vino rosso e marmellata di cipolle: ottima la qualità e la freschezza del pesce, un po’ troppo “invadente” la marmellata.


Nota di merito per l’hamburger di astice e scampi al basilico, pinoli, fagiolini e patate ratte: squisito e ottimamente bilanciato nel gusto.
Deliziosa anche la bomboniera di coda di rospo e tartufo nero, crema di patate, spezie ed erbe aromatiche: un tripudio di morbidezza che viene stemperata dal gusto deciso del tarfufo. Proseguiamo ordinando la terza bottiglia della serata: un Montepulciano d'Abruzzo Cerasuolo di Valentini, ottimo rosé dal gusto corposo e colore deciso.

Ci viene gentilmente offerto un assaggio di polenta taragna e lumache di vigna, come rifiutare? Davvero buono, la polenta è cremosissima e le lumache sono squisite. Quando pensiamo di non poter più mangiare nemmeno un boccone, ci vengono presentati due carrelli colmi di formaggi di tutti i tipi. Il profumo è intenso e solo la voglia di lasciare un po’ di spazio per il dolce mi impedisce di fare qualche assaggio.


Un attimo di riposo e il tavolo si riempie di dolci coccole: per una brevissimo istante rimpiango di aver ordinato il dessert, davanti a me ci sono irresistibili dolcetti di tutti i tipi, dai cannoncini alle meringhe con panna, dalle gelatine ai biscotti, dalle nocciole caramellate al gelato alla birra. Resistere è praticamente impossibile!

 
Fortunatamente arriva subito il mio dolce: il famoso gelato alla crema “Miramonti”, una soffice nuvola gialla che viene completata con una colata di cioccolato fuso. 

Concludiamo con un caffè e ci crogioliamo nella beatitudine di una cena praticamente perfetta.

 
Voto: 9½
Prezzo: 150 euro a persona
Rapporto Qualità/Prezzo: Buono
Note e considerazioni personali: Pur essendo un ristorante bistellato, i prezzi sono abbastanza contenuti, soprattutto per quanto riguarda i vini che offrono etichette di altissimo livello con un ricarico non eccessivo.


sabato 23 ottobre 2010

Una domenica sull'alto lago

Nello splendido borgo di Villavetro di Gargnano, si trova il Ristorante Vicovetere, gestito con bravura e simpatia da una giovane coppia.
Il locale è piccolo ma molto accogliente, i tavoli sono ben distanziati e l’arredamento è sobrio e curato.
Molto gradevole la mise en place, ingentilita da un bel fiore in vaso e da una candela.
Il menù non è molto ampio ma ci vengono presentate anche altre golose proposte fuori lista. La carta dei vini è interessante e propone anche etichette particolari. Oggi scegliamo un Erbaluce di Caluso Tre Ciochè  dell’ Azienda Agricola Silva, Agliè (TO): eccellente e con un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Nel frattempo arrivano il pane, rigorosamente fatto in casa, servito caldo e fragrante in un divertente sacchetto da forneria e il piatto di benvenuto della casa, una noce di morbidissimo e appetitoso paté.
Come antipasto ordino il salmone affumicato con salsa yoghurt e pan brioche: eccezionale, con un’affumicatura pressoché perfetta, inoltre la leggera acidità dello yoghurt tempera la componente grassa del salmone equilibrando il sapore del piatto ed il pan brioche tiepido e profumato di burro, fa da corollario ottimale al tutto.

Mio marito sceglie la terrina di tinca all’aglio che viene servita con una croccante brunoise di verdure. La tinca è deliziosa, mantecata con un corposo burro nostrano che non copre affatto il sapore delicato del pesce.
Tra i secondi mi faccio ingolosire dal pescato del giorno: un trancio di ombrina cotto alla perfezione, di una morbidezza indescrivibile, adagiato su una fetta di patata arrostita sopra un letto cremoso di verdure passate. Dal mio punto di vista il piatto “principe” del pranzo.

Pesce persico con cipolle per mio marito. Gli vengono portate due cocottine, una contiene della gustosa polentina e l’altra il pesce con le cipolle: molto buono anche se il gusto dolce e deciso delle cipolle copre un po’ la leggerezza del persico.

Concludiamo con un buon caffè e ci fermiamo a fare due chiacchiere con il titolare, che è anche lo chef, con cui ci complimentiamo per la bravura e la passione che trapela dai suoi piatti.


Prezzo: 80 euro in due
Rapporto Qualità/Prezzo: Più che buona
Voto:
Note e considerazioni: I processi di lavorazione delle materie prime (come l’affumicatura) sono eseguiti direttamente dallo chef che preferisce non utilizzare prodotti già lavorati e la differenza, credetemi, si sente.