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martedì 5 ottobre 2010

di arte e di cucina

La splendida mostra di Dalì ha soddisfatto la nostra sete artistica ma si sa che l'arte mette un certo languorino, quindi abbiamo deciso di fermarci a Milano anche per il pranzo.
Avevamo voglia di qualcosa di veloce, vicino e non troppo impegnativo dal punto di vista economico così, curiosando in zona Duomo, ci siamo imbattuti nello "Zen Sushi Restaurant" che si trova in Via Maddalena, all'angolo del Corso di Porta Romana.
Da fuori il locale è insignificante: si affaccia direttamente sulla strada e non ha particolare attrattiva. Tramite un corridoio ben illuminato e reso più ampio da specchi opportunamente collocati, si arriva nella sala principale dove fa bella mostra di se il Kaiten (una specie di tapis roulant dove scorrono tutti i piatti di sushi e sashimi).
Lo Zen è stato il primo ristorante giapponese in Italia ad utilizzare il Kaiten che all'estero è molto diffuso.
In un'altra stanza a cui si accede tramite un ponticello (forse un po' kitsch ma perfettamente in sintonia con il luogo) c'è il ristorante con servizio al tavolo. Incuriositi dalla novità ci accomodiamo al bancone e iniziamo a sbirciare le prelibatezze che sfilano sul nastro di fronte a noi.
Ogni piattino ha un colore che ne stabilisce anche il prezzo. Si va dai 2 euro circa ai 7 euro per la portata più cara che oggi è un sashimi di tonno. C'è solo l'imbarazzo della scelta: insalata di alghe, carpaccio di salmone o tonno, nighiri e rolls di tutti i tipi (ogni piatto ne contiene due pezzi).
Nel giro di venti minuti ci ritroviamo davanti due pile di piattini vuoti: farsi prendere la mano è un attimo!
I nighiri e i rolls sono buoni e  la qualità del pesce è più che soddisfacente, tuttavia ci resta ancora un po' di spazio (incredibile, vero?) perciò ci lasciamo tentare da una porzione (da 8) di uramaki con gambero fritto: molto gustosi anche se, a mio parere, la salsa è troppo abbondante e predomina sugli altri sapori. 
Finalmente sazi e soddisfatti, ci lasciamo coccolare dallo splendido pomeriggio settembrino e ci godiamo una passeggiata in centro a Milano prima di riprendere la strada di casa.

Prezzo: 80 euro (con una birra e una mezza minerale)
Rapporto qualità/prezzo: Medio
Giudizio: 7
Note e considerazioni personali: All'interno del ristorante troverete un magazine sugli eventi dello Zen, tra cui mostre d'arte, feste a tema, esposizione di Bonsai e interessanti pagine sulla storia e la cultura giapponese.

lunedì 6 settembre 2010

Giappomania 2, la vendetta

Un' altra recensione sui ristoranti giapponesi? Ebbene sì. A parziale discolpa posso dire che, per par condicio, mi riprometto di recensire al più presto anche qualche ristorante che offra menù a base di carne.

Sabato sera, complice l'ora tarda e la poca voglia di camminare, ci siamo orientati sul ristorante giapponese Yoshi che si trova in zona Piazzale Arnaldo, precisamente Via F.lli Lechi. Premetto che non è un vero ristorante giapponese in quanto la gestione è cinese, come la maggior parte dei sushi nella zona di Brescia e provincia.
Ci accomodiamo all'interno: l'ambiente è carino e pulito, l'unica pecca è l'aria condizionata che mantiene la sala (ed il pesce?) ad una temperatura di circa 15°, brrrr!!
Non abbiamo un cameriere di riferimento, quindi al nostro tavolo si succedono un ragazzo e una ragazza, entrambi molto gentili e attenti.
Dopo aver sfogliato il menù optiamo per un sushi misto moriawase, un sashimi misto moriawase, due nigiri  toro (ventresca di tonno), due nigiri amaebi (gambero crudo) e una porzione da otto pezzi di uramaki all'anguilla. Stasera, a malincuore, rinunciamo al vino per non rischiare la patente. Ordiniamo perciò una birra e una bottiglia d'acqua naturale.
Nell'attesa  ci viene offerto un piccolo antipasto di benvenuto: gamberi con sesamo e verdure in agrodolce, non male.
Pochi minuti dopo arrivano i piatti principali, il sushi, i nigiri e il sashimi.
Il sushi è composto da due nigiri  di tonno, tre di salmone, tre di branzino e uno di gambero (cotto), il tutto accompagnato da due rolls al salmone e due al tonno. La consistenza è buona ma il pesce, seppur fresco, non è molto saporito.
Il sashimi è composto da sedici pezzi: tonno, salmone, branzino, orata e uno scampetto crudo. Putroppo, anche in questo caso il sapore del pesce è piuttosto slavato, tranne lo scampo che è abbastanza buono.
I nigiri di ventresca di tonno e di gambero crudo sono più saporiti e gustosi.
Finiamo di mangiare e dopo qualche minuto ci vengono serviti gli Uramaki all'anguilla. La prima cosa che si nota è che sono ricoperti da una salsina che, anche al palato, si rivela molto presente e copre quasi completamente il sapore dell'anguilla.
Non sono male, ma al naturale sarebbero stati molto meglio.

Il proprietario, molto affabile, ci chiede se desideriamo qualcosa da bere ma, poichè abbiamo rinunciato stoicamente al vino per non aver problemi, decliniamo l'offerta.

Prezzo finale: 66 euro, 60 grazie ad un gentile sconto.
Rapporto qualità/prezzo: discreto
Giudizio: 6 e 1/2
Note e considerazioni personali: forse non è tra i migliori ristoranti giapponesi della zona, ma è pulito, il servizio è veloce e cortese e i prezzi sono onesti.

venerdì 27 agosto 2010

giappomania

Ieri sera, dopo una settimana chiusi in casa causa forze maggiori (in realtà le nostre forze maggiori sono alte circa un metro e mezzo), abbiamo deciso di regalarci una cena al nostro ristorante giapponese preferito, il "Sakè" in Via Gasparo a Brescia. Innanzitutto la prima nota positiva: la città è ancora semideserta ed è facile trovare parcheggio anche in centro. Ci siamo accomodati in un tavolino all'esterno così abbiamo potuto godere anche della buona musica dal vivo proveniente dal ristorante adiacente. Il menù del Sakè è vario e offre alternative valide anche per chi non è appassionato di cucina giapponese (non è il nostro caso). La cameriera, molto carina e gentile, ci porta subito i menù e dopo poco ripassa per prendere le ordinazioni. Scegliamo un sushi misto e un sashimi misto, una porzione di crunchy roll e due gunkan con uova di salmone. Per il vino ci facciamo consigliare dal titolare che oltre ad essere simpatico e alla mano è anche molto competente e ci propone un sauvignon cileno dell'azienda Santa Rita che si rivelerà un'ottima scelta, profumatissimo, con note di pesca e fiori.
In pochi minuti arrivano i crunchy rolls: 8 grossi rolls ripieni di tonno piccante e avocado, ricoperti da un filo di salsa rosa. La prima cosa che si nota è che sono ben compatti, non si sfaldano (come spesso capita) appena li tocchi e si riesce a portarli alla bocca senza fare grossi danni. Il sapore è molto deciso ma nonostante la presenza della salsa piccante, il fresco sapore del tonno non è assolutamente coperto. Il gusto è equilibrato e non ci sono note stonate anche se, personalmente, avrei fatto a meno della salsa rosa.
Arrivano le portate principali che dividiamo (come al solito) per poter assaggiare tutto. Il sashimi è composto da sei fette di salmone, sei di tonno, un gambero crudo, due fette di polipo e due fette di branzino. Il pesce è stato tagliato al giusto spessore e ha una consistenza soda. Tutto molto buono, si sente che le materie prime sono di qualità. Stessa cosa per il sashimi misto che offre otto Nighiri (due al salmone, due al tonno, uno al polipo, uno al calamaro e uno al gambero cotto), tre maki e tre rolls piccoli al tonno. I Nighiri sono compatti e non troppo piccoli (ultimamente, certi ristoranti giapponesi sembrano essersi fatti influenzare dalla nouvelle cousine). Il calamaro e il polipo che se non sono trattati nel modo adeguato possono risultare gommosi, sono morbidi e gustosi, buoni i rolls, ottimi i maki. Arrivano i due gunkan ma sono alle uova di pesce volante anzichè quelli alle uova di salmone che avevamo chiesto. Pazienza, li assaggiamo comunque e devo dire che non sono male anche se sono piuttosto dolci e ricordano un po' le caramelle frizzanti che mangiavamo da bambini. Io sarei sazia ma mio marito mi convince a chiudere la cena con una porzione (due pezzi) di Nighiri all'anguilla che si rivelano ottimi, con un sapore deciso ma non fastidioso e fungono da fine pasto perfetto.

Prezzo finale: 76 euro, gentilmente scontato a 70.
Rapporto qualità/prezzo: buono
Giudizio: 8